⚠️ Un’Amministrazione allo sbando

Dopo il referendum che ha bocciato il muro contro muro voluto dall’A.C. e il fallimento delle trattative del 29 dicembre, l’anno sindacale si è aperto con l’atto unilaterale dell’A.C. di cui abbiamo parlato nello scorso volantino.
Mercoledì scorso si è avuto poi il primo incontro sindacale dell’anno in cui – a fronte delle tante rassicurazioni in tal senso avute dalla politica nelle interlocuzioni in consiglio comunale – l’A.C. ancora una volta è arrivata con :
Zero risposte ai sindacati
L’ultimo incontro sindacale si è chiuso con l’ennesimo nulla di fatto:
- nessuna risorsa sul salario accessorio

- nessuna proposta su assunzioni, IFT, indennità e straordinari

- tavoli cultura rinviati o cancellati all’ultimo momento

La politica promette, ma ai tavoli arriva a mani vuote,senza mettere alcuna risorsa aggiuntiva sul tavolo, né proposte concrete, ma solo con generici appelli ad “andare avanti” conditi dalle solite provocazioni di un Direttore Generale e di un’amministrazione in evidente difficoltà dopo l’imbarazzante inizio d’anno:
Tre bocciature in pochi mesi
L’Amministrazione è stata fermata da:
- TAR (Città 30)

- Consiglio di Stato (locazioni brevi)

- ANAC (bando mense scolastiche)

Non vengono contestati gli obiettivi politici, ma la cattiva costruzione degli atti: istruttorie deboli, procedure sbagliate, tempi forzati
.
Il vero problema: un sistema sotto stress
Tutto questo nasce da un’amministrazione che lavora in condizioni sempre più critiche:
- carenza cronica di personale
- carichi di lavoro eccessivi
- norme sempre più complesse
- forti pressioni politiche
Il rischio?
I lavoratori diventano il parafulmine di decisioni politiche mal costruite, frettolose e malate di “annuncite”.
Lavoratrici e lavoratori sempre più esposti
Il personale comunale viene spesso costretto a inseguire decisioni già prese, senza tempi né strumenti adeguati.
Quando gli atti vengono annullati, però, a pagare sono gli uffici e chi ci lavora
.
Sulla cultura l’A.C. scappa
Nei musei e nei servizi culturali la situazione è esplosiva
:
- il personale dei musei è sceso sotto le 100 unità (erano 254 non più di 12 anni fa)
- varati nuovi (e problematici) progetti “museali”, ma nei musei “veri” organici sempre più vuoti
- 700 persone in Certosa, oltre 4.000 firme e 300 lavorat* senza risposte concrete
Per la Cultura sono assolutamente necessarie:
- nuove assunzioni
- chiarezza sugli organigrammi
- manutenzioni e sicurezza
- regole chiare su procedure e progressioni
Ma il tavolo sindacale sulla cultura (richiesto a novembre) è stato
annullato due volte:
L’ennesima presa in giro de* lavorat*
Cosa serve davvero
Continuiamo a ribadirlo: per servizi pubblici di qualità servono
- organici adeguati
- valorizzazione delle competenze
- tempi realistici
- rispetto del ruolo del personale
Vedremo se l’Amministrazione vorrà finalmente affrontare questi nodi o continuare a scappare dalle proprie responsabilità.
