Ma allora il “Fondo” è mezzo pieno o mezzo vuoto?

FIRMATO L’ACCORDO SUL FONDO 2026-2028
Dopo oltre 6 mesi di mobilitazione e più di 6 ore di trattativa, venerdì è stato firmato da tutte le 10 sigle sindacali della RSU del Comune di Bologna il pre-accordo sul fondo accessorio per il triennio 2026-2028.
Non è un regalo: è il risultato dello sciopero del 6 novembre, dei presìdi e della partecipazione di lavoratrici e lavoratori.
AUMENTANO LE RISORSE
Oltre ai 2,441 milioni già previsti, il fondo cresce ancora:
• + 1,25 milioni nel 2026 → totale 3,7 milioni
• + 0,5 milioni nel 2027 → totale 4,2 milioni
• + 0,5 milioni nel 2028 → totale 4,7 milioni
Sono risorse vere che fino a pochi mesi fa l’Amministrazione diceva non fossero possibili.
PROGRESSIONI: CAMBIAMENTO IMPORTANTE
Abbiamo vinto una nostra storica battaglia: il tempo minimo tra una progressione e l’altra scende da 4 a 3 anni.
Questo significa più lavoratrici e lavoratori che potranno accedere agli scatti ogni anno, aumentando concretamente il numero delle progressioni.
UN RISULTATO CHE NASCE DALLA MOBILITAZIONE
Malgrado qualcuno dica il contrario, senza la mobilitazione, lo stato di agitazione, lo sciopero e il referendum con oltre il 70% di NO, oggi non parleremmo di queste cifre.
Il risultato c’è, ma ora bisogna verificare che venga applicato davvero.
E allora BICCHIERE MEZZO PIENO O MEZZO VUOTO?
La risposta non è nei comunicati che stiamo vedendo in questi giorni, ma nei fatti che vedremo nei prossimi tre anni:
• se si farà il massimo numero di progressioni
• se la produttività tornerà almeno a una mensilità
• se nel triennio tutte e tutti avranno almeno uno scatto
• se partiranno misure reali di sostegno al reddito
COSA SUCCEDE ADESSO
Il 13 aprile si apre il prossimo tavolo: bisognerà decidere come distribuire le risorse del 2025 non ancora assegnate, per liquidare (finalmente) la produttività 2025.
Siamo all’ultima curva, ma serve attenzione, partecipazione e controllo: i numeri scritti devono diventare risultati concreti.
IL NOSTRO IMPEGNO CONTINUA
Continueremo a vigilare per l’applicazione dell’accordo e a lavorare per riaprire i tavoli da troppo tempo bloccati (cultura, nidi, tecnici, servizi sociali, quartieri, sicurezza sul lavoro, manutenzioni).
Questo risultato non è la fine di una fase:
è l’inizio della prossima.
